Educare con gli animali

Centro Zerosei, la Freccia Azzurra, Il Baobab, il Melograno, il Sacro cuore

a cura di Manuela Trinci

"Educare con gli animali", è il titolo del lavoro che quest’anno le educatrici di “Zero-sei”, “Melograno”, “Bao-bab”, “Sacro cuore” e “Freccia azzurra”, hanno affrontato teoricamente e proposto nella loro pratica educativa quotidiana ai bambini nonché ai loro genitori dei loro servizi. Nella cassetta degli attrezzi delle educatrici, i consueti strumenti: libri, storie, racconti, voci, colori, creta, stoffa, tanto gioco e divertimento.

Perché abbiamo scelto questo argomento?

La prima considerazione è d’attualità: fra cani, gatti, furetti, criceti, conigli pesci e pappagalli, in Italia, nelle nostre case, vivono 45 milioni di animali!

La seconda considerazione parte da una constatazione semplice, quotidiana: il rapporto curioso che i bambini hanno con gli animali. Nessun bambino si meraviglia, infatti, se la Gatta Prunilde risponde al telefono, se Spotty impara l’inglese, se la Pimpa colloquia con la sveglia giapponese, o il Gatto con gli stivali diviene il furbo portavoce del Marchese di Carabas. Nessuna meraviglia o stupore o sbigottimento. Per loro, per i bambini, è assolutamente normale: “ Il bambino non coglie alcuna differenza fra l’essere proprio e quello degli animali, e non si meraviglia che nelle favole le bestie pensino e parlino”, annotava Sigmund Freud nel 1916. Jean Piaget era inoltre convinto che per un bambino, dal pensiero ancora “egocentrico”, anche l’animale “reale” - pur non mostrandolo palesemente – potesse comprendere e provare i suoi medesimi affetti.

La terza considerazione è relativa al fatto che psicologi e pedagogisti non abbiano dubbi nel sostenere l’importanza che riveste per la crescita di un bambino la convivenza con un animale domestico o in senso più lato la conoscenza del mondo animale. Cani, gatti, criceti, ma anche pesci rossi lombrichi cavallucci marini e api e farfalle sono per i bambini inconsapevoli quanto garbati pegagoghi. Muniti di zampe code e pelliccia, avvicinano agli affetti, svelano dimensioni non visibili all’occhio umano e insegnano tante cose. In parte sappiamo: la fedeltà del cane, la pudicizia e la dignità del gatto, la solidarietà del cavallo come pure la leggerezza e la gratuità nel gioco del delfino. Passare quindi dall’animale immaginato, magari spasmodicamente desiderato; passare dal Gatto con gli stivali, Dumbo, Rex, eccetera, all’animale reale non è - per i più piccini - privo di difficoltà. Eppure, immaginare gli itinerari delle farfalle, il bisogno di libertà di un canarino o interpretare lo sguardo rotondo di un gatto, sollecita nei bambini il nascere di un sentimento di empatia verso l’altro da sé, quello che non si conosce, che è straniero. In questo senso il rapporto quotidiano con gli animali, dai millepiedi ai passerotti, abitua all’ospitalità riguardosa, radica i valori dell’amicizia, del rispetto e dell’accoglimento dell’alterità (intesa anche come parti di se stessi meno gradevoli e accettabili). Ma non solo. Gli animali sollecitano a un rapporto complesso, soggetto, come qualsiasi relazione umana, alla caducità, al cambiamento e all’imprevedibilità. In più, “insegnano” quanto la bellezza - oggi diventata un passatempo impegnativo e il viatico autoreferenziale dell’affermazione personale – rimanga un enigma che non si sottrae però all’amore.

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Gli scritti teorici che abbiamo utilizzano hanno, dunque, ruotato attorno al tema della costruzione dell’identità a partire dalla relazione primaria, dai processi della separazione-individuazione, sul tema dell’illusione-disillusione che accompagna qualsiasi crescita e sul concetto di “educazione di campo” che mostra la continua interrelazione fra educatrici, bambini e genitori-nucleo familiare. La modalità di lavoro dei vari gruppi di educatrici è stata omogenea e tipica: un utilizzo mobile del libro (le storie sono state montate, smontate, rimontate, mordicchiate, stropicciate; hanno assunto rilievo e corpo con pupazzi, ciotole, gabbiette ecc….), la lettura ad alta voce, l’elaborazione del materiale emerso (coi bambini e poi nel gruppo di lavoro), il coinvolgimento a tutto tondo dei genitori. Gli obiettivi didattici che il progetto si è posto, ed ha con soddisfazione raggiunto, sono stati: riflessione sull’amicizia, l’accoglienza, l’alterità, i passaggi poliedrici e sfaccettati dalla fantasia alla realtà passando dall’illusione alla graduale disillusione. I libri utilizzati: Rosso Micione, (Battut, Bohem), Pablo e il cacciatore (Brian, Il Castoro), Un pesce è un pesce (Lionni, Babalibri), La notte in bianco di Tommaso (Carol, Gorbachev, Nord-Sud Autore). Così, grandi e piccini hanno “imparato” che con gli animali si può: “Accogliere, cogliere…crescere”.